Deposito Fiscale IVA

DEPOSITO FISCALE IVA

I depositi fiscali Iva sono previsti dall’art. 50 bis del D.L. 331/1993 convertito con modifiche con L. 427/1993
e sono stati resi operativi con il D.M. 20.10.1997 n. 419.
Essi consentono di custodire e sottoporre a lavorazione, senza il pagamento dell’Iva, beni nazionali e
comunitari a condizione che gli stessi non siano destinati alla vendita al dettaglio, all’interno dei depositi
stessi. L’Iva verrà assolta dall’acquirente finale al momento dell’immissione in consumo dei beni in Italia.
Tale istituto permette agli operatori, nazionali, comunitari ed extracomunitari, di effettuare operazioni in
sospensione d’imposta sui beni nazionali o comunitari, senza obblighi immediati di pagamento dell’imposta,
la quale dovrà essere liquidata e versata soltanto in seguito, nel momento in cui gli stessi beni lavorati
ovvero solamente custoditi, saranno estratti dal deposito.
Il depositario esercita in tal modo il suo diritto sui beni, fruendo del regime sospensivo dell’Iva per il tempo
necessario all’effettuazione delle prestazioni; tempo che non deve essere superiore ai 60 giorni.
L’imposta sarà assolta solamente dall’acquirente finale, soggetto passivo d’imposta, al momento
dell’immissione al consumo dei beni in Italia, consentendo quindi all’operatore economico di poter
procrastinare nel tempo e compensare gli effetti finanziari connessi all’Iva.
I depositi Iva sono depositi “fisici”, non doganali (per i quali esiste uno specifico regime) e non “virtuali”
(transito esclusivamente cartolare), dove vengono custoditi beni, acquistati in Italia o all’interno dell’unione
europea o di provenienza extracomunitaria, purchè abbiano già scontato i dazi doganali e dunque immessi
in “libera pratica” sul territorio comunitario.